Alla c.a. organi di informazione
Avezzano , 13 ottobre 2010
COMUNICATO STAMPA
Giovane Italia Avezzano sposa l’iniziativa lanciata dal Presidente di Giovane Italia Roma Cesare Giardina e della fondazione ONLUS LAOGAI RESEARCH FOUNDATION ITALIA per la liberazione di Liu Xiaobo premio NOBEL per la pace e di sua moglie che, attraverso mezzi pacifici e non violenti, hanno saputo sacrificare la loro libertà per difendere i diritti civili del popolo cinese.
“La battaglia per la libertà intrapresa da Liu Xiaobo è un percorso ventennale che va dalle proteste di Piazza Tienanmen nell’'89 alla creazione della carta o8, manifesto per la democrazia in Cina. Giovane Italia continuerà la battaglia per i diritti civili in Cina e proporrà su tutto il territorio marsicano iniziative per la liberazione dei coniugi Liu”. Dichiara Pasqualino Favoriti, Presidente della Giovane Italia Avezzano-L’Aquila.
“Anche nelle scuole” continua Favoriti “gli studenti grazie all’iniziativa del Presidente Provinciale di Azione Studentesca Omar Favoriti hanno raccolto la battaglia per la liberazione di Lu Xiaobo e della moglie Liu Xia promuovendo una battaglia contro la censura che in questi giorni ha impedito la divulgazione della notizia in Cina.”
Pasqualino Favoriti (Presidente Provinciale Giovane Italia Avezzano-L’Aquila)
Omar Favoriti (Presidente Provinciale Azione Studentesca Marsica)
mercoledì 13 ottobre 2010
...Nobel Per La Pace...
venerdì 18 settembre 2009
Fa piacere sapere come la pensano sul fine vita al Tar Lazio
I fatti. Ieri il Tar del Lazio ha respinto, dichiarandolo inammissibile per difetto di giurisdizione, il ricorso del “Movimento difesa del cittadino” contro le disposizioni date dal ministro Sacconi all'epoca del caso Englaro che vietavano la sospensione di alimentazione e idratazione in strutture sanitarie pubbliche e private. Nonostante l’inammissibilità, però, i giudici amministrativi sono entrati nel merito della materia affermando:
“I pazienti in stato vegetativo permanente che non sono in grado di esprimere la propria volontà sulle cure loro praticate o da praticare e non devono in ogni caso essere discriminati rispetto agli altri pazienti in grado di esprimere il proprio consenso, possono, nel caso in cui loro la volontà sia stata ricostruita, evitare la pratica di determinate cure mediche nei loro confronti". E ancora: il paziente “vanta una pretesa costituzionalmente qualificata di essere curato nei termini in cui egli stesso desideri, spettando solo a lui decidere a quale terapia sottoporsi”.
Ovviamente dell’inammissibilità del ricorso contro Sacconi non è interessato a nessuno. Anzi, i soloni della libertà di scelta – con la grancassa mediatica che ne consegue – non vedevano l’ora di salutare come una vittoria piena e incontrovertibile l’ennesimo atto d’indirizzo dei giudici al parlamento. Eppure, a legger bene la sentenza, è chiarissimo come non esiste alcun effetto giuridico per le dichiarazioni del giudice contenute nella sentenza nella quale il Tar si dichiara incompetente e che la disposizione del ministro Sacconi resta valida.
Anzi, se il tribunale amministrativo ha dichiarato il ricorso inammissibile, ammettendo di non avere la competenza per esprimersi sull'argomento, il suo parere non ha alcun effetto giuridico, né su altri tribunali né sull'iter parlamentare del disegno di legge sul testamento biologico.
Fa piacere che oramai tutti, nell’esercizio più disparato delle proprie funzioni, non vedano l’ora di dire la propria sull’idratazione e l’alimentazione dei pazienti in stato vegetativo, purché queste idee rimangano nella categoria delle “opinioni personali” che valgono, per giudici, medici, giornalisti e cabarettisti, come quelle di qualunque altro cittadino.
Da parte nostra, che da liberali talvolta vacillavamo, nella convinzione che in materie così personali non possa né debba entrare in alcun modo la politica, torniamo a rinsaldarci nelle nostre posizioni, chiedendo al più presto una buona legge sul fine vita. Salvo poi porci un’altra definitiva domanda: se la camera dovesse approvare – più o meno – la legge passata al senato, i giudici faranno arrestare tutti quelli che l’hanno votata, condannandoli a morire di fame e di sete?
sabato 28 marzo 2009
PDL: ma quale partecipazione!
Ma quale partecipazione!
Ieri si è aperto il congresso di fondazione del PDL, le idee e i buoni propositi certo non mancavano:
“sarà il partito degli italiani”, “ci sarà più spazio per i giovani e per le donne”, dicevano i luogotenenti di FI ed AN.
Adesso che il congresso è iniziato è stato svelato l'arcano! Quali giovani, quali donne! Quelli forse che hanno modo di farsi notare dal Cavaliere nelle cene di gala?
Chi vi parla è presidente provinciale di Azione Giovani, in una federazione dove una nuova generazione di ragazzi e ragazze si impegnano ogni giorno sul territorio, nelle scuole e nelle università, dove ognuno sacrifica una parte del suo tempo, dello studio o del lavoro per dedicarsi alla politica senza alcuna ambizione o obiettivo particolare.
La nostra partecipazione è impegno sociale, è impegno civile, la nostra comunità non è nelle riunioni elitarie e non è nei palazzi del potere.
La nostra comunità, e come questa tante altre in Italia è stata esclusa dal congresso del PDL, è stata esclusa da un momento politico che la riguarda e la coinvolge in primo piano.
Non si è tenuto conto del supporto che si è dato al partito nelle campagne elettorali e in tutti quei momenti di difficoltà nei quali eravamo in pochi a combattere per un idea o per un candidato.
Forse il nostro errore è stato non chiedere mai nulla in cambio, dare tutto se stessi solo per la passione per la politica o per difendere un idea, si, è stato questo il nostro errore.
Noi, che le battaglie siamo abituati a combatterle anche dentro i nostri partiti chiediamo che la partecipazione non sia solo uno slogan da gettare in pasto ai giornali, noi vogliamo che la partecipazione sia un modello organizzativo che trovi riscontro nel lavoro e nelle scelte che ogni federazione ed ogni circolo del nuovo partito prenderanno. Noi vogliamo che in questo partito ci sia posto oltre che per industriali e imprenditori anche per quei giovani che ogni giorno fanno politica nelle proprie città, tra la propria gente, per quei giovani che ogni giorno si confrontano con le inefficienze dello stato e delle amministrazioni pubbliche e che forse, proprio per questo hanno l'esperienza, la forza, la determinazione di mettere in campo soluzioni efficaci, tangibili che siano risposte vere ai problemi della gente.
Pasqualino Favoriti
giovedì 12 febbraio 2009
Vivere o Morire
La vicenda è ormai nota: una donna in coma da 17 anni è stata lasciata morire di fame e di sete.
Tra me e me pensavo che potesse bastare questo, quali polemiche, quali giustificazioni, quali artifizi dialettici potevano giustificare una morte cosi' tragica e crudele?
Eppure c'è qualcuno che si è ostinato a lottare per l'affermzione di un'ideologia, l'ideologia del materialismo, l'idelologia del razionalismo, l'ideologia del nihilismo.
Chi può scegliere se una vita è più o meno degna di questo mondo e ancor di più chi può decidere se una persona deve vivere o morire?
Ogni uomo di buon senso avrebbe un gran da fare a trovare una risposta, probabilmente la maggior parte di noi non ne darebbe alcuna ma sicuramente nessuno avrebbe la presunzione di scegliere al posto di altri.
Questa volta però il buon senso è stato messo da parte, ogni dubbio accantonato e un tribumale amministrativo (TAR), ha decretato la morte di una donna, innalzata a sacrificio dell'ideologia della morte.
Attorno a questa vicenda si è aperto un grande confronto politico istituzionale, il governo ha approvato un decreto legge con il quale si stabiliva che nessuno poteva essere privato dell'alimentazione e dell'idratazione ma il Presidente della Repubblica, nel pieno delle sue funzioni, non ha firmato il decreto invalidandone l'efficacia poichè paventava conflitti di potere con la magistratura che aveva già deciso per la morte di Eluana.
A questo punto se dovessi scegliere da che parte stare non avrei alcun dubbio, all'oscurità della morte preferirei senza alcun dubbio la luce della vita.
Pasqualino Favoriti
venerdì 21 novembre 2008
Classi di inserimeto: dicriminazione o vantaggio...?
Da tuttoscuola.com
Il Presidente del Consiglio,in un convegno sull'infanzia organizzato nella Sala della Lupa nella Camera dei Deputati, ha difeso anche le classi di inserimento: "Non credo che ci sia nessuna discriminazione, ma che sia una cosa logica e doverosa a vantaggio dei bambini e delle maestre. L'insufficiente conoscenza della lingua italiana fa si che l'insufficienza dei bambini stranieri sia tripla rispetto a quella italiana e quindi abbiamo pensato a questa mozione, seguendo tra l'altro l'esempio di altri Paesi, di fare non classi separate ma tese all'insegnamento dell'italiano".
Su queste ultime dichiarazioni, non si è fatta attendere la replica del Pd: "Berlusconi ha chiesto ai bambini e alle maestre se sono d'accordo sulle classi ponte? Nel merito non sa di che cosa parla. È evidente che anche i bambini stranieri imparano meglio e più velocemente la lingua italiana stando insieme ai bambini italiani, così come i bambini italiani imparano meglio matematica e scienze stando insieme ai bambini cinesi".
A dirlo sono state le parlamentari del Pd Albertina Soliani e Sandra Zampa che, sul tema dell'integrazione scolastica degli immigrati e a sostegno dell'educazione interculturale, hanno presentato al Senato e alla Camera un disegno di legge che porta la firma dei capigruppo Anna Finocchiaro e Antonello Soro e di numerosissimi parlamentari del Pd. "Ci diano risorse e insegnanti - hanno detto le due parlamentari - e saranno poi le scuole a organizzare l'attività in maniera intelligente e flessibile. L'integrazione e l'interculturalità sono la bussola. Sappiamo che la destra la pensa diversamente, e il Presidente del Consiglio sa bene che le classi ponte fanno solo l'interesse della Lega e della stabilità della sua maggioranza".
Prima di tutto proviamo a spiegare di che cosa si stà parlando.
Il governo ha proposto che gli studenti stranieri che non hanno una conoscenza dell'italiano tale da consentirgli di frequentare con profitto il normale iter scolastico frequentino delle classi di inserimento con l'obiettivo specifico di migliorare la conoscenza della lingua italiana.
Crediamo che fornire ai bambini stranieri la conoscenza dell'italiano prima che vengano inseriti nel percorso formativo normale non sia una discriminazione bensì un vantaggio visto che molti dei giovani studenti stranieri che frequentano le nostre scuole senza avere a disposizione uno strumento fondamentale per l'apprendimento quale la conoscenza della lingua accumulano un significativo ritardo scolastico.
Pasqualino Favoriti
venerdì 3 ottobre 2008
La tragedia finlandese vista dagli inglesi e dai finlandesi
Da: tuttuscuola.com
Ne emerge una loro profonda mortificazione per l'accaduto come membri di una collettività, quasi che della colpa di uno si facessero in qualche modo carico tutti come nazione.
Non mettono al centro della responsabilità le lunghe ore di buio, né le enormi distanze fra i centri abitati che rendono difficili le relazioni, quanto il travolgente boom economico che ha portato la Finlandia ai primissimi posti nelle classifiche del benessere in Europa, spingendo gli adulti verso un carrierismo sempre più spinto e i ragazzi verso il raggiungimento esasperato dei migliori risultati scolastici possibili.
Di ciò ha fatto le spese il tessuto familiare che appare, agli occhi dei finlandesi stessi, sfilacciato, senza dimenticare che dal 1990, anno di inizio dell'ascesa economica, la Finlandia ha drasticamente tagliato le spese per le cure legate al disagio mentale.
I lettori finlandesi non accettano peraltro che si tratti questo drammatico evento come una conseguenza della loro "finlandesità"; in molti rammentano che USA e UK hanno il loro daffare con spinosissimi e frequenti episodi di violenza giovanile e di bullismo.
Una lettrice sfida chiunque in Gran Bretagna a mandare in giro da solo un ragazzino senza temere che venga rapito o brutalizzato.
In Finlandia è ancora possibile.
martedì 3 giugno 2008
UNA DI NOI: GRAZIE GIORGIA!!
Ci sono alcuni giovani che in questo momento si chiedono con che cosa drogarsi il prossimo sabato e altri che si chiedono come sarà il proprio futuro e quello della nazione.
Oggi, quest’ultimi, dei quali anche io faccio parte, possono dirsi ottimisti perché nel governo Berlusconi c’è il più giovane ministro della storia repubblicana della nostra nazione, parlo del Ministro per le Politiche Giovanili Giorgia Meloni che darà lo slancio anche nel nostro paese a tutte quelle iniziative che possano aiutare a dare risposte alle aspettative disattese di una generazione in forte difficoltà. Sono sicuro che questo slancio ci sarà non solo per la sua straordinaria capacità politica ma anche perché chi vive la realtà giovanile dall’interno ha sicuramente una marcia in più rispetto a chi, dall’esterno di questo mondo, seduto su una poltrona di potere da troppo tempo, scandisce slogan e propone ricette antiquate.
Io ho quindici anni e Giorgia Meloni aveva la mia età quando ha incominciato ad interessarsi di politica e ciò spinge me e molti altri miei coetanei a continuare in questa lotta!!Ti ringrazio Giorgia!
Mi permetto con profonda ammirazione di darti del tu cara Giorgia e ti faccio a nome di tutta Azione Studentesca tanti complimenti!
Da ormai quattro anni sei presidente di Azione Giovani e hai portato avanti un ideale concreto pieno di valori in cui noi di Azione Studentesca ci riconosciamo pienamente!
Oggi i problemi giovanili quali il bullismo, la droga, la difficoltà nell’inserirsi nel mondo del lavoro, i costi dell’istruzione ecc. sono tanti ma siamo sicuri che riuscirai ad affrontarli con caparbietà, coraggio, intelligenza, con i valori che ti contraddistinguono e con la consapevolezza che noi tutti ti sosterremo per migliorare la nostra società e il nostro paese che anche grazie a te ripartirà garantendo ai giovani un futuro migliore.
Grazie Giorgia e tanti auguri per il tuo, sicuramente, ottimo lavoro!
Bencivenga Pierfrancesco
AS Avezzano
giovedì 17 aprile 2008
Contro ogni DROGA !!!
Ciao CRISTEL.....
E' l'ultima vittima della droga!!
Una sciatrice, una sportiva che muore senza un perchè.
In effetti un perchè c'è, noi qualche spiegazione la possiamo dare, la responsabilità di queste cose forse qualcuno ce l'ha.
Il problema della droga è soprattutto un problema culturale, oggi drogarsi è normale, non si può salire sullo scooter senza casco, non si può guidare la macchina senza cintura ma per la droga non c'è nessun problema.
Se i giovani, le famiglie, gli operatori sociali pensano che drogarsi sia normale, sia solo un momento di sballo, la colpa è di chi questa cultura la difende e la diffonde.
SI, sono loro, i buonisti, i politici del vivi e lascia vivere, anche se spesso poi si muore ma questo forse per loro non conta!
Al diritto a drogarsi noi diciamo NO!!!
Alla liberalizzazione della droga noi diciamo NO!!
In AZIONE CONTRO OGNI DROGA
Pasqualino Favoriti
Pres prov. AS Avezzano
venerdì 8 febbraio 2008
25 anni dalla morte di Paolo Di Nella
Il 9 febbraio del 1983 moriva dopo sette giorni di coma Paolo Di Nella, militante del Fronte della gioventù aggredito mentre attaccava manifesti, per chiedere la riqualificazione di villa Chigi.
Sono passati ormai 25 anni da quella sera di febbraio, 25 anni che hanno visto un intera comunità umana e politica continuare la battaglia per il suo popolo, seguendo l’impegno di chi come Paolo, ha sacrificato la propria vita.
Dopo tutto questo tempo è giunta l’ora di fermarsi un attimo e di riflettere su cosa eravamo e su cosa siamo, cosa è cambiato in questi anni e cosa invece è rimasto immutato.