Laboratorio Politico della Destra Identitaria e Creativa


giovedì 28 maggio 2009

Quella minoranza del PdL che va all'attacco continuo del Premier

Da L'Occidentale.it:

L’attacco è partito, orchestrato, subdolo, prederterminato. Mancano poche settimane al G8, un’occasione imperdibile per incrinare significativamente l’immagine e il consenso del Presidente del Consiglio. Si è partiti con la polemica sulle veline e la loro presunta presenza nelle liste PdL per le elezioni Europee, per poi passare, con logica perversa, alla vicenda Noemi e alle dieci domande di Repubblica, ormai ridotto a rotocalco rosa con venature hard, ovviamente supportato dall'immancabile Guardian, evidentemente all’oscuro del ciarpame prodotto da alcuni ministri del governo Brown.

E’ arrivata poi la solita, puntuale sentenza pre-elettorale sul caso Mills del solito giudice terzo e indipendente, frequentatore di Social Forum, giudice che emette una sentenza su chi imputato non è, il tutto condito da allarmi democratici lanciati dall’opposizione e richiami istituzionali mirati, pronunciati con mirabile sincronia.

Nulla di nuovo si dirà. Abbiamo già visto Presidenti della Repubblica concordare con procuratori e direttori di giornali avvisi di garanzia (per reati poi rivelatisi infondati) da mandare al Premier, sono quindici anni che tutto ciò accade, ovviamente con particolare virulenza prima di appuntamenti elettorali e con l’aiuto della stampa liberal internazionale.

Qualcosa di nuovo questa volta invece c’è. La strategia destabilizzatrice del Governo e del Premier è perseguita, neanche tanto nascostamente, non solo dai soliti poteri forti (qualcuno dia un’occhiata alla Stampa diretta da l’ex-capo redattore di Repubblica), ma anche da quella che ormai si autodefinisce la minoranza del PdL.

Abbiamo infatti appreso, di recente, dalla fustigatrice di veline, novella Torquemada dei buoni costumi, Sofia Ventura (in un’intervista di M.T. Meli sul Corriere), che il Presidente della Camera On. Fini rappresenta la minoranza all’interno del PdL, unico – dice lei - baluardo contro il cesarismo berlusconiano, che ha imposto nel partito “una struttura piramidale dove tutto dipende dall’alto”. Fini “contro il pensiero unico… rappresenta una prospettiva di cambiamento. Lui sogna una destra decente”, ovviamente contrapposta ad una destra indecente, rappresentata da Berlusconi. A tal proposito, On. Bondi, è questa la sana dialettica interpartitica a cui si riferiva qualche giorno fa, in un articolo sul “Il giornale"?

Di cesarismo, in verità, l’On. Fini aveva già parlato ancor prima delle ultime elezioni, per poi puntualmente accodarsi al novello Cesare nelle liste elettorali e guadagnarsi lo scranno di Montecitorio. Gli ultimi mesi, invece, sono stati un continuo ritornello di moniti, reprimende, richiami, apoteosi del politically correct della terza carica dello Stato, ad ogni sospiro del Presidente del Consiglio.

E veniamo alla cronaca di questi giorni. All’assemblea di Confindustria, Berlusconi ha definito (io c’ero) il Parlemento “pletorico e controproducente”, evidenziando la necessità di riformare gli ordinamenti parlamentari e ridurre il numero dei componenti. In definitiva ha detto, niente più e niente meno, quello che tutti pensano: due camere sono troppe, mille parlamentari sono un’enormità, gli iter legislativi sono lenti e sarà difficile che siano i parlamentari stessi a volersi autodistruggere. Dov’è lo scandalo?

E invece no, apriti cielo! Le danze le ha aperte proprio la minoranza del PdL che per bocca del suo portavoce, per inciso anche Presidente della Camera, si è affrettata a difendere le prerogative del Parlamento dall’attacco della sopra definita destra indecente, prendendosi i complimenti dell’intera opposizione che lo ha eletto (parole di D’Alema) a “punto di riferimento per tutte le persone che amano la democrazia”. Bizzarie della politica: un ex-comunista lanciatore di molotov, che dà la patente di padre della democrazia ad un ex-fascista… dove andremo a finire!?

Tutto ciò, mentre il Partito Democratico chiama a raccolta Di Pietro e Casini (ricevendone un sonoro rifiuto) per sollecitare un incontro che si occupi di definire iniziative comuni contro “la reiterata manifestazione di disprezzo verso le prerogative del Parlamento” del Presidente del Consiglio. A quest’incontro, presumibilmente zeppo di statisti democratici, ci potete giurare, vorrebbe essere presente, almeno con il cuore, anche la destra decente, la nuova minoranza del PdL, unica garante contro la deriva autoritaria del Premier.

Ma, in tutto questo, i coordinatori del PdL non hanno niente da dire? E lei, Presidente Berlusconi, cosa aspetta ad andare ad elezioni anticipate e a mandare tutti a casa, Presidente della Camera incluso?

mercoledì 6 maggio 2009

lunedì 27 aprile 2009

"L'Aquila mè"


Sono tornato a L'Aquila. I lavori parlamentari sono sospesi. Da lunedì un altro collega sarà qui con la Croce rossa militare. Nessuno ne parlerà ed è giusto così. Travaglio non potrà, almeno stavolta, fare le sue tirate giacobine sulla Casta. Anzi, gli antipolitici alla Di Pietro si sono fatti notare per la loro totale assenza in questo momento di emergenza nazionale e umana. Si è dimostrato credo finalmente chi sa solo parlare e chi fa anche ualcosa. Travaglio - da Santoro - si è confermato la palma di uomo peggiore d'Italia. Con buona pace di chi - anche tra i nostri - vantava con lui addirittura un'amicizia... In questi momenti ci si riconosce. I mitomani si dimostrano per quello che sono e così i chiacchieroni. Poi ci sono i disfattisti, i seminatori di zizzania, quelli che sanno solo parlare male di tutto e di tutti e i nemici della collettività. Chi fa le cose solo per interesse e chi - inaspettatamente - tira fuori cuore e palle. Questi momenti insegnano a tutti, molto anche su se stessi.
A L'Aquila ho reincontrato - sul campo - alpini della Taurinense conosciuti a Kabul e paracadutisti incontrati in Libano. Molti forestali conosciuti negli anni passati. Tutti i nostri ragazzi dell'Aquila sono al lavoro. La solidarietà è palpabile. Ma il timore di tutti noi è che si esaurisca con l'emergenza. Ci si ricorderà ancora dell'Aquila tra venti giorni? Tra un mese? Quando verrà l'estate e tanta gente sarà ancora sotto le tende? Quando verrà il caldo?
Queste sono le riflessioni di quasi una settimana. Invidio chi riesce a tenere "diari" ma non capisco dove trovino il tempo e le energie. Sarà l'età, ma io dopo una giornata in queste condizioni mi sento completamente vuoto, stanco e il cervello mi si spegne. Devo stare almeno mezza giornata a Roma per riprendermi. Immaginate come stanno gli altri.
Poche ultime precisazioni sugli aiuti necessari. Venire a L'Aquila in maniera improvvisata non è solo inutile, è dannoso. Dare da mangiare e da dormire a volontari fai da te significa togliere il sostentamento a chi ne ha veramente bisogno. Improvvisarsi soccorritori crea disagio alle squadre di soccorso vere e genera rischi inutili per le persone. I soldi vanno sempre bene - molto meglio dei "beni" - perché le organizzazioni possono usarli di volta in volta per ciò di cui c'è bisogno. State attenti a chi li date. C'è già un mucchio di truffatori in giro e - anche in questo campo - disperdere in mille rivoli è totalmente inutile. Con la Croce rossa e la Protezione civile andate sul sicuro. Per favore non fate cose con firme politiche, è disgustoso.
Sono girate varie sollecitazioni a mettere a disposizione le proprie case per ospitare i terremotati, magari bambini orfani. Grazie per le tante offerte ma si tratta di un grande equivoco. Purtroppo in questo tipo di tragedie ci sono più genitori che perdono i figli piuttosto che bambini che perdono i genitori. Che io sappia a tutt'oggi non risulta che nessuno sia rimqsto orfano. Gli adulti reagiscono prima al pericolo e quando uno non riesce a portare fuori i bambini resta sotto con loro. Sono state trovate molte salme di madri col bambino tra le braccia.
Nessun abruzzese darebbe un proprio figlio a degli sconosciuti, nemmeno se lo facessero vivere in una villa ai Parioli. Se è un parente forse sì, ma altrimenti preferiscono farlo dormire in macchina con sé, il più vicino possibile a casa, anche se è distrutta. Uno dei problemi che i soccorritori stanno incontarndo è la frammentazione delle tendopoli, che ognuno vuole nel proprio paese o nella propria frazione, anche se distano un chilometro l'una dall'altra. Quando a Porta a Porta hanno fatto vedere dei cittadini di Onna che si lamentavano per la mancanza di tende, sin sono guardati bene dal dire che c'era una tendopoli della Cri a San Gregoria, raggiungibile a piedi. Il fatto è che uno di Onna vuole restare a Onna anche se è distrutta. E la stessa cosa direbbe uno di San Gregorio. Ben presto sarà necessario accorpare i campi, per razionalizzare i servizi, e allora si leveranno proteste e lamentele che i media sicuramente sfrutteranno, tanto per sciacallare e fare casino. Infine: congratulazioni ai tanti colleghi giornalisti che hanno fatto un buon lavoro senza mancare di rispetto e correttezza, ma la maggior parte purtroppo si sono comportati da sciacalli e da imbecilli. A parte le mostruosità mostrate da scherzi ha parte, ho visto personalmente fotografi e operatori spintonare i vigili del fuoco e i nostri portantini la notte di martedì alla Casa dello studente, per riprendere i corpi che ancora venivano tirati fuori. E anche rispondere male a un ragazzo sopravvissuto, avviluppato in una coperta e restato tutto il giorno ad aspettare di conoscere la sorte dei suoi amici, che li aveva apostrofati accusandoli di fare soldi sulle immagini delle nostre sofferenze. Bisogna dire che i giornalisti fanno di tutto per non farsi amare.

On. Marcello De Angelis

venerdì 24 aprile 2009

RIUNIONE AZIONE GIOVANI

Sabato 25 aprile alle 15.00 i tesserati e i simpatizzanti di Azione Giovani sono invitati a partecipare alla riunione che si terrà in via B. Iatosti 12 ad Avezzano (ex federazione marsicana di Alleanza Nazionale, angolo via XX Settembre) con il seguente ordine del giorno:

1) Presentazione del nuovo direttivo provinciale.
2)Analisi delle prospettive in vista della nascita del PDL GIOVANI.
3)ORGANIZZAZIONE INIZIATIVE DI BENEFICENZA per le aree colpite da terremoto.

Vi aspetto numerosi


Pasqualino Favoriti

giovedì 9 aprile 2009

"Non lasciamoli soli"


Giovedì 16 Aprile di fronte a tutte le scuole, raccolta fondi per gli sfollati Abruzzesi. Adesione al progetto del Ministero della Gioventù.

sabato 4 aprile 2009

Oggi come ieri, niente da festeggiare.

Da: www.azionegiovani.org

Il tempo passa ma certe cose non cambiano. Qualcuno potrebbe dire che la Slovenia “perde il pelo ma non il vizio”. A distanza di un anno dai fatti di Roditti (durante i quali una comitiva di esuli istriani era stata multata per manifestazione non autorizzata nel tentativo di depositare una corona di fiori su una foiba), la storia si ripete. Ed il leit motiv sembra essere sempre quello: nella europea e democratica Repubblica di Slovenia ricordare chi fu infoibato dai partigiani titini sembra tutt'oggi impossibile. Si, perchè il 28 febbraio 2009 un gruppo di anziani esuli istriani e parenti di infoibati, è stato fermato a poche decine di metri dalla foiba di Golobivnica da una folla di manifestanti (non autorizzati...): alcuni vestiti da partigiani titini, altri con le bandiere della Jugoslavia, ed altri ancora con i triolori con la stella rossa. Tutti gridando in coro slogan d'altri tempi quali “smrt fašizmu, svoboda narodu” (morte al fascismo, libertà al popolo), intonando vecchie canzoni dei partigiani jugoslavi e inveendo contro la comitiva con provocazioni e insulti quali “porci italiani” e “sporchi fascisti” (insulti, a detta dei presenti, rivolti anche al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al Sindaco di Trieste, definiti entrambi "fascisti"). Da segnalare la presenza in prima fila di alcuni bambini in divisa partigiana e titovka in testa con la stella rossa e la falce e martello... Insomma, per un'ora circa è sembrato che il tempo si fosse fermato agli anni quaranta. Gli anziani giunti li in mattinata (loro invece autorizzati...) si sono visti negare il sacrosanto diritto di ricordare parenti, amici e conoscenti infoibati, sotto gli occhi e l'indifferenza della polizia locale. La Slovenia si era già contraddistinta in passato per aver tenuto nei confronti degli italiani uno spirito democratico molto limitato a determinate vedute: anni fa un gruppo di militanti di Azione Giovani venne fermato dalla polizia locale per aver portato dei fiori sulle tombe abbandonate del cimitero italiano di Capodistria.
Ma tutti questi episodi sembrano non scomodare nessuno. Tutti restano impassibili ed indifferenti davanti a dei fatti che, al contrario, dovrebbe far scandalizzare l'Italia intera. È chiaro che in Slovenia, così come in Croazia, molti non hanno fatto i conti con il loro passato che anzi, ogni anno sembra tornar fuori con connotazioni che sono del tutto estranee ad un paese democratico ed europeo. E questi episodi sono ancor più gravi perchè legittimati dall'indifferenza di tutti, ed emulati da una parte della minoranza slava a Trieste che ogni primo maggio tappezza l'Altipiano di stracci rossi che nulla hanno a che vedere con la festa dei lavoratori. Perchè per qualcuno la “festa” inizia già il 30 aprile, data in cui le truppe di Tito entrarono a Trieste...e nella stessa periodo ogni anno vengono esposte numerose bandiere Jugoslave da qualcuno che la storia sembra averla studiata poco.
Dopo quasi 60 anni ci è stato detto che i tempi erano maturi per una riconciliazione tra l'Italia e le repubbliche nate dopo il crollo della Jugoslavia. Ci è stato detto che l'Europa sarebbe stata un catalizzatore affinchè determinati valori entrino a far parte anche di quegli stati che, fino a pochi anni fa, erano guidati da una cultura ideologica ben precisa. Tuttavia, dimenticando anni di persecuzioni, espropri e violenze, le autorità locali e nazionali erano a festeggiare la caduta dei confini. Noi non c'eravamo, consapevoli del fatto che i tempi non erano maturi e sostenendo che l'Europa non si poteva fare con i brindisi, i festeggiamenti e i balletti, dando, allo stesso tempo, un colpo di spugna al passato. Noi, quel giorno, abbiamo preferito passarlo lungo il confine muggesano, ricordando tutto ciò che altri hanno voluto dimenticare: migliaia di italiani infoibati, 350.000 esuli e la più totale indifferenza per i crimini perpetrati dal maresciallo Tito.
Oggi come ieri, e forse più di ieri, diciamo che per noi non c'è niente da festeggiare!

Azione Giovani Trieste

sabato 28 marzo 2009

PDL: ma quale partecipazione!

Ma quale partecipazione!
Ieri si è aperto il congresso di fondazione del PDL, le idee e i buoni propositi certo non mancavano:
“sarà il partito degli italiani”, “ci sarà più spazio per i giovani e per le donne”, dicevano i luogotenenti di FI ed AN.
Adesso che il congresso è iniziato è stato svelato l'arcano! Quali giovani, quali donne! Quelli forse che hanno modo di farsi notare dal Cavaliere nelle cene di gala?
Chi vi parla è presidente provinciale di Azione Giovani, in una federazione dove una nuova generazione di ragazzi e ragazze si impegnano ogni giorno sul territorio, nelle scuole e nelle università, dove ognuno sacrifica una parte del suo tempo, dello studio o del lavoro per dedicarsi alla politica senza alcuna ambizione o obiettivo particolare.
La nostra partecipazione è impegno sociale, è impegno civile, la nostra comunità non è nelle riunioni elitarie e non è nei palazzi del potere.
La nostra comunità, e come questa tante altre in Italia è stata esclusa dal congresso del PDL, è stata esclusa da un momento politico che la riguarda e la coinvolge in primo piano.
Non si è tenuto conto del supporto che si è dato al partito nelle campagne elettorali e in tutti quei momenti di difficoltà nei quali eravamo in pochi a combattere per un idea o per un candidato.
Forse il nostro errore è stato non chiedere mai nulla in cambio, dare tutto se stessi solo per la passione per la politica o per difendere un idea, si, è stato questo il nostro errore.
Noi, che le battaglie siamo abituati a combatterle anche dentro i nostri partiti chiediamo che la partecipazione non sia solo uno slogan da gettare in pasto ai giornali, noi vogliamo che la partecipazione sia un modello organizzativo che trovi riscontro nel lavoro e nelle scelte che ogni federazione ed ogni circolo del nuovo partito prenderanno. Noi vogliamo che in questo partito ci sia posto oltre che per industriali e imprenditori anche per quei giovani che ogni giorno fanno politica nelle proprie città, tra la propria gente, per quei giovani che ogni giorno si confrontano con le inefficienze dello stato e delle amministrazioni pubbliche e che forse, proprio per questo hanno l'esperienza, la forza, la determinazione di mettere in campo soluzioni efficaci, tangibili che siano risposte vere ai problemi della gente.

Pasqualino Favoriti

giovedì 26 marzo 2009

GLI STUDENTI DEL VITRUVIO POLLIONE AVRANNO L'AULA MAGNA!!!

Dopo 10 anni di lotte con l'amministrazione provinciale, nel plesso del Liceo Scientifico Vitruvio Pollione di Avezzano sono iniziati lavori per il completamento dell'aula magna!!
La consegna dei lavori è avvenuta il 05 Febbraio 2009 con lo stanziamento di 436.086 euro per il completamento dei lavori.
La ditta Vacosi e la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, firmarono davanti agli alunni del quinto anno l'impegno che prevede la fine dell'opera in 240 giorni.
Quella cerimonia visse anche un momento polemico poichè i rappresentanti degli studenti e membri di Azione Studentesca, Pierfancesco Bencivenga e Mario Pisotta hanno lamentato la carenza di aule chiedendo date certe per l'inizio dei lavori di queste!!
Da pochi giorni i lavori al Vitruvio Pollione sono iniziati!
Azione Studentesca può fare un vanto di questo evento perchè da tempo combatte per la famosa aula magna che finalmente verrà completata mentre ci sono due rappresentanti degli studenti di Azione Studentesca!

Scuole: Di Paolo, verificare le condizioni delle strutture

Da: marsicanews

Un gruppo di lavoro regionale che avrà il compito di effettuare sopralluoghi nelle scuole di ogni ordine e grado per conoscere lo stato delle strutture. E' quanto prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore Angelo Di Paolo. "Il gruppo di lavoro - ha commentato Di Paolo - avrà il compito di costituire squadre tecniche per sopralluoghi mirati ad accertare situazioni di rischio, riguardanti elementi non strutturali, negli edifici scolastici per poi programmare interventi dove necessario e in base alle priorità. L'obiettivo è quello di rimuovere quelle situazioni che potrebbero rappresentare un pericolo per l'incolumità degli alunni e del personale scolastico". Il gruppo di lavoro, previsto dall'Intesa istituzionale approvata dalla Conferenza unificata, sarà composto da un rappresentante della direzione Lavori pubblici servizio "Interventi opere pubbliche di interesse locale" a cui spetta il coordinamento amministrativo e tecnico, del provveditorato interregionale alle opere pubbliche, dell'Ufficio scolastico regionale, di Anci Abruzzo, Uncem Abruzzo e Upi Abruzzo. Il gruppo potrà farsi supportare dal sistema informativo regionale e dal Genio civile, ciascuna per le proprie competenze.

venerdì 20 marzo 2009

Università: ancora scontri e proteste

comunicato stampa
Da Azione Universitaria L'Aquila:



«Chi muove queste proteste è la vera causa dei problemi dell'Università».

«La protesta che in questi giorni sta animando le università italiane, ateneo aquilano incluso, ha del grottesco. Infatti, quello che vediamo è un movimento studentesco senza autonomia, guidato da Rettori con il megafono e da Presidi con striscioni che animano i cortei. Chi muove queste proteste è la vera causa dei problemi dell'Università» - afferma Alfonso Magliocco, dirigente nazionale di Azione Universitaria.
«Sprechi, clientele, concorsi truccati, inutilità della laurea, corsi universitari che si moltiplicano, professori assenti, il mercato nero degli affitti studenteschi, bilanci con voragini, carriere per cooptazione, inefficienze, baroni: questi sono i mali dell’università. Da anni contestiamo questo sistema accademico, contro cui ogni manifestazione è sacrosanta. Siamo disgustati però da una protesta di ruffiani faziosi che manipolati dai baroni trascinano in piazza studenti in buona fede. Si tratta di proteste preventive, una sorta di intimidazione politica al Governo messa in atto dal potere accademico per evitare che l'università venga riformata. Questi cortei sono inquinati dal peggior potere accademico che punta alla difesa dei propri privilegi corporativi. In nome di una distorta visione ideologica, causa dell’attuale declino dell’università italiana, si sta gettando al vento una grande opportunità, quella di cambiare realmente il sistema universitario italiano. I rettori, che oggi protestano dovrebbero assumersi le proprie responsabilità: negli ultimi anni hanno gestito l’università come una ente personale, hanno deciso consulenze, assunzioni di personale tecnico/amministrativo, bandito concorsi ad hoc per parenti ed amici; hanno, insomma, costruito un sistema teso allo sperpero di denaro pubblico con il solo fine di distribuire prebende. Oggi si scandalizzano per i tagli effettuati dal governo, che sono senz’altro significativi, ma non hanno mai levato la propria voce per denunciare e porre rimedio all’utilizzo di più del 90% delle risorse che lo Stato mette a disposizione dell’Università per pagare gli stipendi, lasciando soltanto le briciole (10%) per le spese correnti, la didattica e il diritto allo studio. Con quale diritto, ora, si ergono a difensori dell’Università italiana?»
«Facciamo, infine, appello - conclude l’esponente di Azione Universitaria – a tutti quegli studenti e docenti stufi di sentire slogan preconfezionati e che hanno realmente a cuore il futuro dell’Università italiana a prendere le distanze da questa protesta, palesemente strumentale e a confrontarsi, attraverso una critica realmente costruttiva, sui veri problemi dell’Università».

sabato 14 marzo 2009

EMERGENZA SICUREZZA



Domenica 15 marzo dalle 17 alle 20 a Piazza Risorgimento ad Avezzano banchetto di AG per la sicurezza.

NON MANCATE

venerdì 13 marzo 2009

Azione Giovani sceglie FAVORITI


Nel congresso che si è svolto ieri all'Hotel Salviano Pasqualino Favoriti è stato eletto come nuovo presidente provinciale di Azione Giovani.
Favoriti è stato eletto all'unanimità dall'affollatisiimo congresso; Tantissimi gli studenti delle scuole superiori e universitari presenti.


A seguire il DOCUMENTO CONGRESSUALE :


Oggi ci troviamo di fronte ad un congresso storico, un congresso per qualche verso anomalo; nel momento in cui il nostro partito si scioglie tra scontri e polemiche il movimento giovanile sceglie di cambiare volto e di slanciarsi di nuovo verso il futuro.
La nostra storia è un percorso di idee e di valori che vengono da lontano, è la storia di idee e di valori che ci accompagnano da sempre e che per noi non sono un baluardo dentro al quale trincerarsi, piuttosto, questa identità, questi valori sono il bagaglio con il quale affrontiamo il viaggio nel futuro, sono lo strumento con il quale vogliamo essere protagonisti del nostro futuro.

Chi come noi fa politica con i giovani tra i giovani deve chiedersi che cosa si aspetta un ragazzo dalla politica.
Noi siamo stanchi di proclami e belle parole, noi vogliamo risposte concrete ed efficaci, e ,se come diceva De Gasperi politica significa realizzare, i giovani stanno aspettando che qualcosa si faccia davvero.
Il contesto politico culturale che viviamo è caratterizzato dal superamento delle ideologie ed ora, che anche il liberal-capitalismo, l'ultima delle ideologie ancora in vita è stata messa così fortemente in dubbio dal terremoto economico finanziario spetta ai giovani e a tutte le persone di buona volontà trovare una risposta a questa crisi di identità e dare nuova credibilità alla politica e alle istituzioni.

Il nostro movimento giovanile è un laboratorio politico, un laboratorio culturale e io non posso fare a meno di ricordare quali sono state le nostre battaglie passate e di quali saranno le nostre sfide future.



Noi non crediamo nell'Europa delle burocrazie e delle banche, noi crediamo nell'Europa dei popoli, in un Europa politica con istituzioni forti e rappresentative, crediamo in un Europa con un proprio esercito con un governo vero ma soprattutto con una forte identità, un identità che abbia a riferimento i valori ellenico- romani e che non dimentichi in nessun modo le radici cristiane della nostra società.
Noi giovani crediamo in una scuola che ci garantisca un futuro, vogliamo una scuola che insieme all'inglese all'informatica non dimentichi la cultura e le tradizioni nazionali.
Noi giovani dall'università vogliamo formazione, vogliamo eccellenza, non vogliamo i baroni, noi non volgiamo l'università del qualunquismo e della cultura di massa, noi ci aspettiamo un'università che sia all'altezza della sfida globale, vogliamo un università che ci proietti nel mondo del lavoro.
I giovani sono pronti a rischiare, I giovani vogliono lavorare e per battere la disoccupazione occorre lo sviluppo, nient'altro che lo sviluppo.
Lo sviluppo che solo l'iniziativa degli imprenditori e la responsabilità dei lavoratori ci possono garantire. Per più sviluppo abbiamo bisogno di più meritocrazia e la meritocrazia nel lavoro passa inevitabilmente per la partecipazione dei lavoratori all'utile delle imprese.

La nostra azione deve essere anche culturale, troppo spesso abbiamo lasciato alle élite di sinistra il monopolio della cultura e intere generazioni sono state vittime di atteggiamenti culturali che distorcono la realtà in ogni sua forma.
Come non parlare della cultura nichilista, la cultura del relativismo dove, perseguendo la negazione dei valori a tutti i costi, tutti hanno ragione per cui nessuno ha ragione.
Si tenta ogni giorno di scardinare l'uomo dalla rete di relazioni sociali che lo rendono tale, si preferisce un uomo che non sia persona ma individuo.
Ogni giorno, dai media dalle scuole e purtroppo anche dalla politica arrivano messaggi di questo tipo.
Noi alla cultura dell'individualismo rispondiamo con la cultura della persona che si realizza in una comunità dove ciascuno ha il diritto di realizzare se stesso.
Noi alla crisi dei valori rispondiamo con la famiglia, nucleo fondamentale della nostra società, noi crediamo nei valori della nostra cultura nazionale, noi alla cultura del materialismo rispondiamo con i valori della tradizione cristiana, con il valore della vita, del bene comune, della solidarietà, allo statalismo rispondiamo con la sussidiarietà e con il primato della società civile;noi crediamo nella tolleranza verso tutti, anche verso gli avversari.
Per tutte queste ragioni i giovani, nella Marsica, in Italia, in Europa, nel mondo hanno bisogno non di meno, ma di più politica.


Pasqualino Favoriti

mercoledì 11 marzo 2009

Immigrazione senza regole: paure, violenze e proposte

Ormai è cosa di tutti i giorni, la mattina mentre si legge il giornale apprendere notizie di stupri e violenze di ogni tipo su donne, bambini e anziani è diventata una consuetudine.

Qualche giorno fa a Roma una coppietta di fidanzatini ( 16 anni lui e 15 lei) che si erano appartati in un parco sono stati aggrediti e malmenati da due balordi di origine rom che a turno hanno violentavano la ragazza.
Un altro fatto che mi ha sconvolto è stata la notizia di un muratore rumeno ubriaco che ha violentato una donna cieca e con gravi disabilità motorie di 83 anni!
Questo criminale aveva avuto delle liti con il figlio della sua vittima e ovviamente non ha ricorso alla legge ma ad una violenza trasversale come se fosse una banalità.
Ultima, in ordine di tempo, la raccapricciante notizia di un amministratore di condominio fatto a pezzi e riposto in una valigia da una coppia di rumeni solo perché, lo sfortunato amministratore italiano, aveva avuto "l’ardire" di sollecitare il pagamento delle quote condominiali dell’appartamento in cui i rumeni vivevano

Ogni crimine genera disagio e disgusto ma la violenza sulle donne è ancora più grave, è sintomo di inciviltà e disprezzo per il prossimo.

L'unico modo per evitare una spirale di odio che coinvolga le comunità di stranieri che vivono in Italia è assicurare i criminali alla giustizia, è ora che la giustizia faccia il suo corso, e ora che le pene siano esemplari ma soprattutto certe, e ora che la giustizia sia veramente giusta!

È vergognoso che dei balordi accusati di violenza carnale vengano rilasciati per decorrenza dei termini di custodia cautelare o messi agli arresti domiciliari!
Le donne hanno paura di uscire di casa; Ed hanno ben ragione!

E poi è vergognoso sentire deputati di una certa sinistra qualunquista e radicale che esprimono solidarietà ai rom in carcere macchiati di tali delitti. Poverini!

E la solidarietà alle povere ragazze violentate no!

Quelle vengono dimenticate.

Vorrei ricordare che le donne vittime di violenza rimangono turbate con segni indelebili,non solo nel fisico ma anche nella psiche.

E poi è ancora più vergognoso sentir dire che c’è troppa xenofobia, mentre in realtà il popolo Italiano, sensibile all’immigrazione, è ospitale da sempre.

Vorrei vedere come reagirebbero queste persone se accadesse qualcosa di simile ad un loro familiare.(ovviamente non è augurabile a nessuno).

Io sono una persona profondamente cristiana e sono il primo ad aiutare dei bisognosi ed immigrati quando posso.

Ma ora è davvero troppo!

Si deve mettere un limite agli sbarchi di clandestini e soprattutto un maggiore controllo sul territorio e consentire gli ingressi in base alle offerte di lavoro necessarie alle famiglie e alle imprese Italiane.

È in questo modo che si dà dignità ed una vita migliore a queste persone che sperano di avere un futuro stabile e sicuro mentre così come avviene adesso questi disperati sono destinati a diventare la manodopera della criminalità organizzata e non.



Omar Favoriti

giovedì 12 febbraio 2009

Vivere o Morire

Da: favoriti.blogspot.com

Il caso della tragica morte di Eluana Engalro mi ha dato lo stimolo di scrivere nuovamente dopo una lunga pausa.
La vicenda è ormai nota: una donna in coma da 17 anni è stata lasciata morire di fame e di sete.
Tra me e me pensavo che potesse bastare questo, quali polemiche, quali giustificazioni, quali artifizi dialettici potevano giustificare una morte cosi' tragica e crudele?
Eppure c'è qualcuno che si è ostinato a lottare per l'affermzione di un'ideologia, l'ideologia del materialismo, l'idelologia del razionalismo, l'ideologia del nihilismo.
Chi può scegliere se una vita è più o meno degna di questo mondo e ancor di più chi può decidere se una persona deve vivere o morire?
Ogni uomo di buon senso avrebbe un gran da fare a trovare una risposta, probabilmente la maggior parte di noi non ne darebbe alcuna ma sicuramente nessuno avrebbe la presunzione di scegliere al posto di altri.
Questa volta però il buon senso è stato messo da parte, ogni dubbio accantonato e un tribumale amministrativo (TAR), ha decretato la morte di una donna, innalzata a sacrificio dell'ideologia della morte.
Attorno a questa vicenda si è aperto un grande confronto politico istituzionale, il governo ha approvato un decreto legge con il quale si stabiliva che nessuno poteva essere privato dell'alimentazione e dell'idratazione ma il Presidente della Repubblica, nel pieno delle sue funzioni, non ha firmato il decreto invalidandone l'efficacia poichè paventava conflitti di potere con la magistratura che aveva già deciso per la morte di Eluana.
A questo punto se dovessi scegliere da che parte stare non avrei alcun dubbio, all'oscurità della morte preferirei senza alcun dubbio la luce della vita.

Pasqualino Favoriti

mercoledì 28 gennaio 2009

Pagelle on-line e sms per informare le famiglie

da: tecnicadellascuola.it

E' la proposta del Ministro Renato Brunetta, subito accolta con favore dal ministro dell'Istruzione Gelmini. Ma non sarà facile realizzare il progetto vista l'ormai cronica carenza di risorse.
Anche il Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta interviene sul tema della comunicazione fra scuola e famiglia per annunciare che esiste un piano d’azione del Governo per introdurre quanto prima le tecnologie informatiche in quest’ambito.
“Entro un anno la stragrande maggioranza delle famiglie italiane potrà ricevere a casa e vedere online la pagella scolastica dei propri figli” ha detto infatti Brunetta che ha però aggiunto: “Ciò non toglie che bisognerà comunque continuare ad avere rapporti diretti con la scuola e gli insegnanti per conoscere l'andamento scolastico dei ragazzi. Non si deve fare l'errore di pensare che Internet possa sostituire l'umanità dei rapporti interpersonali genitori-figli o genitori-professori”.
E, per i genitori che lo desiderano, la scuola potrà mandare un sms alle famiglie quando i loro figli non vanno a scuola.


D’altronde esperienze di questo genere sono già state realizzate in diverse scuole, soprattutto Istituti tecnici che hanno risorse umane e finanziare adeguate allo scopo.
La proposta del ministro Brunetta piace anche a Mariastella Gelmini che ha precisato: “Le scuole hanno il dovere di comunicare alle famiglie l'andamento scolastico dei loro figli, oltre che negli incontri scuola famiglia, anche attraverso un contatto quotidiano affidato sempre più spesso alle nuove tecnologie”.
“In molte scuole italiane - ha sottolineato ancora Gelmini - le pagelle, le assenze, il profitto scolastico, la valutazione del comportamento degli alunni vengono comunicate ai genitori via sms o via e-mail".
"Si tratta di esperienze fruttuose che avvicinano la scuola alla famiglia - ha concluso il ministro dell'Istruzione - che, proprio per i risultati eccellenti ottenuti, insieme al ministro Brunetta abbiamo intenzione di estendere a tutte le scuole italiane”.
Il progetto è certamente interessante e meritevole di essere approfondito, ma le difficoltà che si frappongono alla sua realizzazione sono molteplici, a cominciare dal più banale e cioè da quello delle risorse necessarie.

La pagella on-line oltre ad essere uno comodo strumento è importante valutare queste novità come elementi di innovazione che ci fanno ben sperare riguardo ad un'impostazione più pratica e moderna di tutto il sistema scuola.

Il discorso è diverso per gli sms, oltre ad essere una violazone della privacy, illegittima per gli studenti maggiorenni, rappresenta anche un disincentivo per i più giovani a farsi carico delle proprie responsabilità e del proprio futuro.

sabato 29 novembre 2008

Tesseramento Azione Giovani



Ultimi giorni per il tessaramento di Azione Giovani 2008/09

Se ti vuoi iscrivere chiamami al 338-1652226 o invia una mail a info@pasqualinofavoriti.com





Ciao

Pasqualino Favoriti

martedì 25 novembre 2008

Bertolaso: Più sicurezza se si decentrano le responsabilità

Da tuttoscuola.com


È da questa mattina che si susseguono le dichiarazioni di addetti ai lavori, di esponenti politici e del sindacato, della maggioranza e dell'opposizione, sul crollo di un controsoffitto al liceo Darwin di Rivoli, in provincia di Torino, che ha causato la morte di uno studente e il ferimento, in un caso molto grave, di altri compagni di scuola.

Non è una dichiarazione, ma rende l'idea del clima che si vive nella provincia torinese, lo striscione scritto dagli studenti del Darwin "Come facciamo a crepare in fabbrica se ci ammazzate prima?" all'indomani del crollo, con un richiamo alla tragedia della ThyssenKrupp dell'anno scorso.

Intanto ha parlato il dirigente scolastico del Darwin, che ha spiegato che appena 20 giorni fa era stata fatta un'ispezione in tutta la scuola insieme all'ingegnere consulente per la sicurezza: "Abbiamo controllato tutto gli impianti elettrici, il sistema antincendio, perfino le plafoniere. Su quel soffitto crollato non c'erano segni di obsolescenza che ci potessero mettere in allarme".

Stanno facendo discutere inoltre le dichiarazioni del sottosegretario alla Protezione Civile, Guido Bertolaso, che stima in 4 miliardi di euro le risorse necessarie per rimettere in sesto tutte le scuole italiane, ma avverte anche che, se oggi questi soldi ci fossero tutti insieme, non si saprebbe come spenderli.

La soluzione indicata da Bertolaso è quella decentrare le responsabilità sulla sicurezza, senza però utilizzare una figura unica del commissario: "Più che un unico commissario per le scuole, sarebbe utile che gli assessori regionali ai lavori pubblici venissero nominati responsabili della sicurezza. Se si individua un responsabile in ogni regione i tempi si accorciano".

venerdì 21 novembre 2008

Classi di inserimeto: dicriminazione o vantaggio...?

Da tuttoscuola.com

Il Presidente del Consiglio,in un convegno sull'infanzia organizzato nella Sala della Lupa nella Camera dei Deputati, ha difeso anche le classi di inserimento: "Non credo che ci sia nessuna discriminazione, ma che sia una cosa logica e doverosa a vantaggio dei bambini e delle maestre. L'insufficiente conoscenza della lingua italiana fa si che l'insufficienza dei bambini stranieri sia tripla rispetto a quella italiana e quindi abbiamo pensato a questa mozione, seguendo tra l'altro l'esempio di altri Paesi, di fare non classi separate ma tese all'insegnamento dell'italiano".
Su queste ultime dichiarazioni, non si è fatta attendere la replica del Pd: "Berlusconi ha chiesto ai bambini e alle maestre se sono d'accordo sulle classi ponte? Nel merito non sa di che cosa parla. È evidente che anche i bambini stranieri imparano meglio e più velocemente la lingua italiana stando insieme ai bambini italiani, così come i bambini italiani imparano meglio matematica e scienze stando insieme ai bambini cinesi".

A dirlo sono state le parlamentari del Pd Albertina Soliani e Sandra Zampa che, sul tema dell'integrazione scolastica degli immigrati e a sostegno dell'educazione interculturale, hanno presentato al Senato e alla Camera un disegno di legge che porta la firma dei capigruppo Anna Finocchiaro e Antonello Soro e di numerosissimi parlamentari del Pd. "Ci diano risorse e insegnanti - hanno detto le due parlamentari - e saranno poi le scuole a organizzare l'attività in maniera intelligente e flessibile. L'integrazione e l'interculturalità sono la bussola. Sappiamo che la destra la pensa diversamente, e il Presidente del Consiglio sa bene che le classi ponte fanno solo l'interesse della Lega e della stabilità della sua maggioranza".

Prima di tutto proviamo a spiegare di che cosa si stà parlando.
Il governo ha proposto che gli studenti stranieri che non hanno una conoscenza dell'italiano tale da consentirgli di frequentare con profitto il normale iter scolastico frequentino delle classi di inserimento con l'obiettivo specifico di migliorare la conoscenza della lingua italiana.

Crediamo che fornire ai bambini stranieri la conoscenza dell'italiano prima che vengano inseriti nel percorso formativo normale non sia una discriminazione bensì un vantaggio visto che molti dei giovani studenti stranieri che frequentano le nostre scuole senza avere a disposizione uno strumento fondamentale per l'apprendimento quale la conoscenza della lingua accumulano un significativo ritardo scolastico.

Pasqualino Favoriti

martedì 18 novembre 2008

Riforma Gelmini: le linee guida sull'università

Da: polisblog.it


Premiati i virtuosi, bastonati i dissipatori


Ieri in Consiglio dei ministri è stato licenziato il decreto Gelmini sulle università. Non mancano le sorprese e anche i cambiamenti parziali di rotta, segno che le richieste dei rettori almeno nella loro parte più ragionevole (esempio ne è stato la lettera di Ballio, Politecnico di Milano) sono state accolte. Vediamo insieme i principi della riforma.

Blocco del turn-over. Il limite del 20% è stato innalzato al 50%, con l’intesa che le nuove assunzioni riguarderano solo i ricercatori. E così per ogni due docenti in pensione potrà essere assunto un ricercatore.

Premi ai virtuosi. I 500 milioni di incentivi per la ricerca andranno esclusivamente agli atenei che abbiano rispettato i parametri di legge nelle assunzioni (torniamo qui al caso del Politecnico milanese). Chi abbia sforato il tetto del 90% nel rapporto fondi/stipendi non solo non riceverà nulla, ma (finalmente) non potrà bandire ulteriori concorsi.

Stop alle assunzioni compiacenti. Le commissioni giudicanti nei concorsi passano da 5 a 12 membri, all’interno dei quali verranno sorteggiati i cinque commissari interni. Sarà così molto più arduo, per non dire impossibile, pilotare i concorsi al fine di assumere parenti, amici e soliti noti.

Enti di ricerca. Tutti gli enti in questione vengono esclusi dal blocco del turn-over per favorire il ricambio della ricerca.

Incentivi. Saranno istituiti finanziamenti aggiuntivi per tutti gli atenei che elimineranno sedi distaccate e corsi di laurea non funzionali.

Borse di studio. Stanziati 135 milioni da destinare alle 180.000 borse di studio (cifra record in assoluto) più altri 65 per le residenze universitarie.

Come detto dunque sono state accolte molte istanze del Crui (l’unione dei rettori italiani) ma non in favore di un soggetto unico, ovvero il mondo universitario nel suo insieme, bensì distinguendo tra un ateneo e l’altro in base alle sue capacità di gestione. Ci riserviamo un giudizio sulle cifre prima di esprimere un giudizio definitivo, nel senso che vogliamo vedere nella pratica cosa cambia in termini di numeri per ogni singola realtà, ma senz’altro i principi guida vanno nella giusta direzione.

venerdì 7 novembre 2008

Riunione Azione Studentesca

Sabato 8 novembre alle ore 15,20 presso la federazione marsicana di Alleanza Nazionale siete tutti invitati a partecipare alla riunione di Azione Studentesca.
Dopo aver fatto il punto sulla vittoria elettorale al Liceo Scientifico verrà spiegata la riforma e a seguire dibattito tra gli studenti.

Non potete mancare!

Pasqualino Favoriti